La droga del 21esimo secolo.

Denominata la droga del 21esimo secolo, è presente (ahinoi) su tantissime ricette alimentari di ogni genere, da quelle dolci a quelle salate.

Da Alberto Severini

Denominata la droga del 21esimo secolo, è presente (ahinoi) su tantissime ricette alimentari di ogni genere, da quelle dolci a quelle salate, nonché in tantissimi alimenti preconfezionati o precotti. Perchè? E’ un ottimo conservante, rende gradevole al palato ogni alimento e, dulcis in fundo, provoca assuefazione. 

Caro lettore, probabilmente avrai già capito il nome del protagonista di cui andremo a parlare in questo articolo. Prima di svelarvelo però vi do un ultimo indizio: 

siamo passati da un consumo di 5 kg annui all’inizio del ‘900 e oggi, a malapena un secolo di distanza, quasi 80 kg annui.

Impressionante vero? Stiamo parlando dello zucchero, proprio così.

Che lo zucchero sia nocivo, soprattutto quello raffinato e in particolare quello presente nelle bevande dolci, è noto a tutti da diverso tempo, anche se gli studi che correlano obesità ed eccessiva assunzione di zucchero sono relativamente recenti. Importato dall’oriente, lo zucchero non è mai stato presente della dieta umana, ma da quando ha mosso i primi passi nelle cucine italiane e non solo, non ne è più uscito. E il business che inizialmente si originò in Francia e in Spagna, si espanse ben presto in tutta Europa e in tutto il mondo.

Ma perchè lo zucchero fa così male? Cercheremo di rendere il più semplice possibile il concetto, anche facendoci aiutare dal guru della nutrizione Franco Berrino, il cui curriculum non lo stiamo a scrivere perchè A-parla da solo, consultatelo, B-sarebbe più lungo dell’articolo. Nel suo fantastico e per certi versi risolutorio volume “Il cibo dell’Uomo”, Berrino intitola il 30esimo paragrafo proprio “La schiavitù dello zucchero”. Perche? Attenuando la soppressione dell’ormone glerina, che trasmette al cervello il segnale della fame, e riducendo il segnale della dopamina, inibisce il senso di soddisfazione che ci dà il cibo inducendoci a consumarne di più. Ecco perchè un dolcetto tira l’altro, e perchè tutti gli alimenti che hanno un indice glicemico elevato (vedi anche le farine bianche) non provocano mai reale senso di sazietà.

Non solo. “Lo zucchero”, continua Berrino, “in particolare il fruttosio, induce tutti gli squilibri metabolici che definiscono la cosiddetta sindrome metabolica: fa mettere su pancia, induce la produzione di acido urico che provoca ipertensione, causa resistenza insulinica, quindi fa aumentare la glicemia e facilita la sintesi di grassi nel fegato e l’aumento dei trigliceridi nel sangue”.
Ma allora come dobbiamo fare? Considerando che lo zucchero c’è pressoché ovunque? Il nostro compito è infatti quello di darvi diverse soluzioni, senza mettervi particolare stress, senza privarvi del buon sapore. Cominciare a sostituire lo zuccherò raffinato (o di canna semplice) con la frutta potrebbe essere la prima soluzione, in quanto il fruttosio contenuto nella frutta è unito a tanti altri elementi (come la Vitamina C) che ne inibiscono gli effetti nocivi. Il miele, dopo un’intensa attività fisica, garantisce un ottimo reintegro di zuccheri nel sangue, che sono andati persi durante lo sforzo. Un altro modo per ridurre il picco glicemico degli alimenti zuccherini è quello di inserirvi un cucchiaino di cannella, una spezia preziosa sotto molti punti di vista. Anche banalità, quali fare un ciambellone con lo zucchero di canna integrale e cannella (al posto di quello raffinato o di canna semplice) è una valida alternativa, oppure eliminare quei due cucchiaini di zucchero nel caffe…Esatto, non bisogna fare salti mortali, bensì variare quelle piccole e apparentemente banali insane abitudini alimentari che sicuramente tutti noi possiamo avere vuoi per disinformazione, vuoi per fretta e vuoi per stress. Noi vi aiuteremo e vi seguiremo passo dopo passo, con le nostre semplici, ottime e allo stesso tempo sane ricette. A presto!

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