Conosciamo lo Squat?

Avete mai notato la posizioni in accosciata di un bambino nei suoi primi anni di vita? Bene quello è uno Squat perfetto.

Da Andrea Apruzzese

Avete mai osservato i movimenti di un bambino nei suoi primi anni di vita? Avete mai notato la posizioni in accosciata che solitamente assume? Bene quello è uno Squat perfetto.

Lo Squat è un esercizio fondamentale in quanto nella sua corretta esecuzione riesce a coinvolgere in modo totalitario la maggior parte dei muscoli del corpo. Principalmente si vede una azione di stabilizzazione da parte del tronco e una azione attiva nel movimento dei muscoli della parte inferiore del corpo.

Ma qual è la sua corretta esecuzione?

Innanzitutto bisogna sfatare la teoria che dice che lo Squat deve essere profondo fino al parallelo delle ginocchia, questa è una variante che spesso viene consigliata a chi è ai suoi primi giorni di allenamento, e come inizio non è male, ma poi non deve rappresentare la regola; in quanto man mano che il cliente continua gli allenamenti bisogna accompagnarlo nel raggiungere lo Squat Completo.

L’Istruttore quindi dovrà focalizzare l’attenzione su tre obiettivi fondamentali:

1. Mantenere le curve fisiologiche, è necessario avere o acquisire tramite esercizi specifici, una buona mobilità del rachide per poter eseguire al meglio un’anteroversione del bacino corretta, in modo da scaricare il peso sugli arti inferiori in modo controllato e omogeneo ( nel caso di Squat con sovraccarichi) su tutto il rachide e non su singole porzioni di vertebre.

2. Rendere lo Squat molto profondo, questo perché scendere poco comporta un lavoro concentrato sui quadricipiti e un eccessivo “scarico” del peso sulle articolazioni delle ginocchia con maggiori rischi di infortunio.

Scendere di più, invece, fa in modo che il peso venga scaricato correttamente sui piedi, sgravando meno sulle ginocchia, e azionando nel movimento anche i flessori dell’anca e soprattutto il grande gluteo. Quest’ultimo è uno dei muscoli più forti del corpo umano e il suo utilizzo permette di sollevare molto più carico e naturalmente, la sua giusta attivazione nello Squat, è alla base di un ottimale rimodellamento degli arti inferiori.

3. Risalita senza la cosiddetta “sculata”. Una volta raggiunta la massima accosciata, dobbiamo affrontare quel momento transitorio in cui invertiamo la rotta e risaliamo. L’errore comune che spesso si fa è quello di distendere prima gli arti inferiori, e quindi salire prima con i glutei (“sculare” appunto) e solo dopo con le spalle e di conseguenza con il carico che si poggia su di esse. Questo movimento, come nel primo punto, comporta più stress per singole vertebre, soprattutto quelle lombo-sacrali. E quindi nella risalita è molto importante un azione sinergica che attivi contemporaneamente tutti i muscoli corporei, per distribuire su tutte le sue parti la giusta porzione di carico (in caso di Squat con sovraccarichi). Come punti di riferimento possiamo focalizzarci su glutei e spalle nella risalita, i quali devono mantenere sempre la stessa distanza e rimanere perpendicolari rispetto al pavimento in tutta la fase di spinta.

Quindi riuscire ad eseguire uno Squat Profondo è molto importante, in quanto la sua corretta esecuzione porterà ad un rimodellamento corporeo armonioso e un potenziamento dei muscoli del grande gluteo, dei flessori dell’anca e del bicipite femorale, in aggiunta dei quadricipiti.

Lo Squat è un esercizio imprescindibile; nella sua esecuzione e nelle sue varianti può essere utilizzato in qualsiasi campo anche quello riabilitativo, ed è ideale per raggiungere qualsiasi obiettivo atletico: con lo stesso esercizio si può lavorare su forza, resistenza e velocità quindi è di vitale importanza saper eseguire uno Squat Completo.

Concludo con un paio di aforismi sullo Squat simpatici:

“ Se ti tremano le gambe non sempre è amore a volte sono gli Squat”

“ La Vita ha i suoi alti e bassi, noi li chiamiamo Squat”

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