Prepararsi da atleta per sognare di diventare un calciatore

Il Preparatore Atletico oggi giorno ha assunto un ruolo importantissimo nel Calcio anche in ambito giovanile.

Da Andrea Apruzzese

Il Preparatore Atletico oggi giorno ha assunto un ruolo importantissimo nel Calcio anche in ambito giovanile, in quanto si è capito che intervenire su un giovane atleta nel periodo giusto della sua vita, quando le sue capacità di apprendimento sono ottimali, è fondamentale per rendere le sue abilità durature e ben strutturate al momento giusto.

Facciamo chiarezza su un concetto, il bambino fino all’età di 11 anni deve poter esser libero di scoprire il proprio corpo solo attraverso un’attività ludica.

Quindi è molto importante che utilizzi il gioco come un “laboratorio” per sperimentare tutto ciò che li passa per la testa con il movimento. Questo gli permetterà di far accrescere il proprio sviluppo cognitivo globale che rappresenta la base per poter eseguire in modo naturale tutti quei movimenti che fanno parte degli schemi motori di base: camminare, correre, lanciare, saltare ecc..; seguiti dagli schemi posturali come: flettere, piegare.
Ho voluto puntualizzare questo concetto, per promuovere l’importanza del giocare, ma sappiamo bene che in quest’ultimo decennio i bambini hanno cambiato le loro abitudini, preferendo spesso fin da piccoli giochi digitali, solitari e sedentari, invece di giochi dinamici, in gruppo e imprevedibili. Questo cambiamento nel loro stile di vita ha reso la pratica sportiva come esperienza fondamentale per accompagnare il bambino ad acquisire i propri schemi motori e posturali.
Ed è per questo che mentre una volta bastava la figura specializzata solo nell’insegnare il lato tecnico-tattico, oggi nelle scuole calcio sono necessari professionisti capaci non solo di trasmettere la tecnica di base ma anche e soprattutto (fino a 11-13 anni) di aiutare ed accompagnare il bambino nel suo sviluppo psicofisico, non dimenticando però l’importanza di inserire sempre carattere ludico in ogni esercitazione sia fisica che tecnica.
Una volta che il bambino supera questa fascia di età e inizia ad affacciarsi nelle categorie “giovanissimi” (12-14 anni) ed “allievi” (14-16 anni); e qui che, oltre a dare una impronta sul tipo di calcio a 11 da giocare, bisogna creare, tra queste due categoria, una giusta programmazione fisica, che punti di conseguenza a rendere il giovane calciatore un vero atleta.
Definizione:
“La preparazione atletica serve ad esaltare le caratteristiche dell’atleta durante il gesto tecnico specifico e per prevenire e limitare gli infortuni.”
Quando si parla di “atleta nel calcio” il riferimento attuale più scontato è Cristiano Ronaldo. Questo perché è uno dei pochi calciatori a livello mondiale che al di fuori della preparazione atletica di squadra, cura nei minimi particolari la propria preparazione fisica e naturalmente alimentare attraverso un lavoro personalizzato, che negli anni lo ha reso oggi il giocatore più forte al mondo, che a 35 anni compie gesti tecnici con una forza, coordinazione e rapidità che un ragazzino di 18 anni può solo sognare e negli anni i suoi infortuni si possono contare sulla mano per quei pochi stop fisici avuti.
Quindi è molto importante che gli “aspiranti calciatori” fin da piccoli imparino cosa vuol dire essere atleti. Non basta correre per diciott’anni dietro un pallone in un campo in erbetta e acquisire un ottima tecnica per diventare calciatori professionisti. Il calcio è uno sport che richiede un impegno notevole dal punto di vista fisico.
“La performance fisica del calciatore negli anni si è notevolmente evoluta. Basti pensare che negli “anni 90” la distanza totale percorsa in una partita da un calciatore era di circa 7-8 Km, mentre oggi nel calcio, si arriva a una distanza totale anche di 10-11 Km con circa 1300 variazioni d’intensità d’esercizio. Il tempo in cui ciascun giocatore rimane in possesso di palla è limitato a pochi minuti per partita.”
Il gioco del calcio rientra in quelle discipline sportive a impegno aerobico – anaerobico alternato.
In queste discipline sportive abbiamo l’alternanza più o meno regolare, codificata, casuale o prescelta, di fasi:
a) sub-aerobiche, con impegno inferiore alla massima capacità aerobica;
b) aerobiche, al limite della potenza aerobica;
c) anaerobiche, con sforzi che impegnano i sistemi metabolici in assenza di ossigeno, e infine
d) di riposo.

Quindi come detto all’inizio: è di fondamentale importanza che le capacità e le abilità del giovane calciatore siano ben strutturate al momento giusto.
Il momento giusto è rappresentato da un singolo momento di gara in cui in pochi secondi il gesto individuale può fare la differenza, essendo imprevedibile il modo in cui ti arriva il pallone, la situazione di gara e cosa farà l’avversario è molto importante che il calciatore sia veloce nel pensiero (capacità migliorabile ma dovuta molto dalla genetica) e nell’agire attraverso una pronta attivazione del sistema neuromuscolare che solo una adeguata preparazione psicofisica può dare. Chi sviluppa più forza, velocità e resistenza in campo arrivando prima sul pallone, vincendo più contrasti e anticipando sempre l’avversario risulterà determinante per la propria squadra e sicuro se accompagnato da ottime doti calcistiche può avere più possibilità di raggiungere il proprio sogno di Atleta – Calciatore.

Shopping Basket

CI STAI GIÀ LASCIANDO?

TI OFFRIAMO UNO
SCONTO DEL 10%​

Solamente per oggi ti offriamo un codice di sconto del 10% solo per te!

Copia il codice 10IMPTRAINER e incollalo nella sezione “Have a coupon?” nella pagina dell’acquisto.