L’allenamento di rocky

Esattamente 35 anni fa usciva un film che ha fatto la storia, il quarto capitolo di una saga stupenda che ha fatto innamorare del pugilato tantissimi bambini.

Esattamente 35 anni fa usciva un film che ha fatto la storia, il quarto capitolo di una saga stupenda che ha fatto innamorare del pugilato tantissimi bambini (compreso me).

Parlo di Rocky 4 con Sylvester Stallone.

Rocky, già campione del mondo dei pesi massimi viene sfidato da Ivan Drago, campione olimpico dell’Unione Sovietica.

URSS vs USA.

L’incontro si svolgerà nella terra madre del campione sovietico, quindi Rocky si trasferisce in territorio nemico qualche tempo prima per ambientarsi e allenarsi.

Qui inizia la sessione di training migliore del mondo del cinema.

Ivan si allena con il supporto di una equipe di medici e preparatori professionisti e con l’aiuto delle migliori tecnologie disponibili sul mercato.

Rocky decide invece di allenarsi alla vecchia maniera.

Da qui inizia una sequenza di immagini che alternano gli allenamenti di uno, nella palestra di ultima generazione e dell’altro che ha scelto una palestra alquanto inospitale.

Uno corre in una pista coperta con vari strumenti di misurazione al suo servizio.

L’altro corre con un giubbotto di pelle, dei jeans e degli scarponi su per le montagne.

Ivan si prepara grazie a fantastiche macchine isotoniche.

Rocky taglia la legna e solleva pietre pesanti.

Il russo ha un’alimentazione su misura e un’integrazione professionale, invece l’americano si ciba di ottime ricette casalinghe.

Quasi 10 minuti di scene incalzanti e ad alto impatto motivazionale.

Arriva il giorno dell’incontro e dopo una battaglia incredibile il vincitore è… Rocky Balboa.

Una breve analisi.

Ok, siamo d’accordo che è un film e molte cose sono esasperate, ma alcuni concetti sono davvero interessanti.

  • La forza di volontà e la motivazione o come dicono molti, il “cuore” di Rocky, che deve vendicare l’amico ucciso in un incontro precedente con il russo, hanno la meglio.
  • Un allenamento troppo “lineare”, senza variabili, sempre uguale sessione dopo sessione, porta molti meno adattamenti positivi di quello che si pensa.
  • Al contrario, un allenamento “Old Style” con strumenti adattati per l’occasione, e condizioni differenti di volta in volta, ha molti effetti positivi, soprattutto su sport in cui l’imprevedibilità è alta e l’adattabilità è una skill molto importante.
  • Come ultimo punto ma non meno importante, un team che ti segue, con cui hai un certo rapporto, che ti conosce e che conosce le tue potenzialità è la cosa migliore.

Tutto questo condito da una colonna sonora da brivido!

Per quanto riguarda la tecnica pugilistica dei due atleti non intendo dire nulla, diciamo che è stata studiata per rendere più coinvolgenti le scene di combattimento.

Se ti piacciono gli sport da combattimento e non lo hai mai visto di consiglio vivamente di guardarlo.

Al prossimo articolo.

Ciao.

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