Le 3 fasi del Recupero Funzionale

Vediamo un attimo le fasi da seguire in ques­ti casi per ritornare il più possibile a godere di tutte le nostre capacità motorie.

Da Andrea Apruzzese

Dopo un infortunio grave a livello osseo, articolare, muscolare, cartilagineo non è mai facile ritornare fisicamente alla normalità, questo può essere dovuto per la gravità del danno subito oppure il più delle volte per la mancanza di impegno nella fase di recupero della funzionalità del proprio segmento corporeo infortunato.

Vediamo un attimo le fasi da seguire in ques­ti casi per ritornare il più possibile a godere di tutte le nostre capacità motorie.

Quando si subisce una rottura, una frattura o una lesione solitamente la prassi comporta periodi di stop medio lunghi in cui un arto o l’articolazione può subire una ingessatura o un intervento per fare in modo che durante il recupero l’articolazione o l’osso si rigeneri in modo corretto.

Questo periodo forzato di fermo è alla base del recupero dall’infortunio ma comporta anche degli effetti collaterali che successivamente hanno bisogno di essere trattati per non renderli definitivi nella nostra vita dopo aver superato il periodo di fermo.

Le fasi per recuperare al meglio da un grave infortunio sono:

  1. Periodo di riposo totale con immobilizzazione del segmento corporeo infortunato
  2. Recupero funzionale passivo (o Riabilitazione);
  3. Recupero funzionale attivo.

La prima fase è prettamente di competenza medica, nello specifico del ramo Ortopedico e Traumatologico, che tramite un’accurata analisi del tipo di trauma, anche attraverso esami mirati, decide come procedere alla sua cura, se tramite semplice terapia farmacologico o attraverso ingessatura o intervento chirurgico.

Seconda e Terza fase riguardano come da definizione il recupero funzionale, queste due fasi sono molto importanti in quanto dopo il periodo di fermo prolungato, in seguito alla immobilizzazione dell’arto leso, andiamo incontro ad atrofia muscolare e rigidità articolare, due fattori che rendono il segmento corporeo fragile e con ampiezza di movimento molto limitata.

Quindi entrambe queste fasi puntano a risolvere questi effetti collaterali, con piccole differenza.

Sulla seconda fase innanzitutto bisogna dire che l’operatore che si occupa della riabilitazione è il Fisioterapista.

Questa è una fase in cui, è necessario che, il recupero funzionale, venga attraverso movimenti passivi e guidati, affiancati dall’utilizzo di macchinari e attrezzature specifiche della fisioterapia.

Solo dopo che la persona raggiunge un adeguato tono muscolare e mobilità articolare, tale da avere una base di indipendenza per eseguire attività fisica, si può passare alla terza fase della rieducazione motoria.

Quest’ultima fase è di competenza del Personal Trainer laureato in Scienze Motorie, il quale avrà come obiettivo principale migliorare la funzionalità del paziente attraverso un lavoro mirato sulla ginnastica posturale e propriocettiva abbinata ad esercizi di rinforzo muscolare e specifici per il recupero.

Nel lavoro posturale e propriocettivo l’attenzione sarà focalizzata sul far recuperare gradualmente la corretta mobilità ed elasticità all’arto leso e di far riacquistare la giusta funzionalità neuromuscolare attraverso la propriocezione del segmento corporeo infortunato che mira a migliorare il ciclo “stimolo-adattamento”.

Riguardo il rinforzo muscolare, il punto di partenza è la forza isometrica, che consiste nel opporsi ad una resistenza esterna mantenendo una posizione statica, in questo tipo di lavoro si ha come obiettivo il miglioramento dell’espressione nervosa della forza attraverso un progressivo aumento di secondi di tenuta della posizione statica contro resistenza.

Un altro obiettivo di rinforzo è quello di lavorare con piccole resistenze, per aumentare e migliorare il tono muscolare e di conseguenza rendere più stabile l’articolazione o l’osso leso.

Tra le resistenze più utilizzate in questa fase c’è innanzitutto un lavoro al suolo contro Forza di Gravità, che rappresenta comunque una forza esterna che può creare fatica in soggetti con limitazioni; un altro carico molto utile in questa fase è il lavoro in acqua, questo elemento riduce il peso corporeo e per chi deve recuperare da un problema agli arti inferiore, ridurre il carico, rappresenta un punto molto importante nella rieducazione.

Riguardo il lavoro in sala pesi, molto utile è l’utilizzo di macchinari isotonici e attrezzi liberi come elastici, manubri ed aste.

In questo articolo ho cercato di trattare genericamente le fasi con cui si procede nel recupero funzionale post infortunio; naturalmente stanno molti fattori e varianti da valutare ed analizzare durante tutto il periodo di recupero: età, peso, sesso, stile di vita, condizione psico-fisica ecc.

Sarebbe importante che il medico, il fisioterapista e il personal trainer collaborassero, in modo da seguire la stessa linea guida e monitorare al meglio le fasi di recupero. Non bisogna neanche sottovalutare la cura dell’alimentazione, dare il giusto nutrimento e integrazione al corpo è fondamentale per accelerare i tempi di recupero.

Saluti

Andrea Apruzzese

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